Dottoressa FIORELLA PALOMBO FERRETTI

Laureata in Psicologia NEL DICEMBRE 1987, specializzata in due diversi approcci di psicoterapia.
Subito dopo la laurea ha seguito un percorso di psicoterapia psicoanalitica junghiana e ipnosi regressiva personale con il dott. Giorgio De Benedictis e dal quale, a causa di divergenti vedute, viene stimolata ad abbandonare il suo amore per la psicoanalisi e volge lo sguardo all’approccio che negli anni ’90 era molto in voga in Europa, giunto anche in Italia, quello cognitivo-comportamentale.

Frequenta due scuole di specializzazione in psicoterapia quadriennali ad approccio cognitivo-comportamentale e di seguito costruttivista integrato per le organizzazioni, matura le sue conoscenze e competenze professionali, prima in ambito ospedaliero, in libera professione, poi universitario come cultore della materia per due insegnamenti presso l’Università degli studi di Padova, ma la svolta professionale avviene grazie alla ricerca spirituale, dovuta agli insegnamenti della nonna, una ”maga” di professione, non mi vergogno a dire, anzi ne sono orgogliosa che si faceva chiamare Madama Dorè. Ed io porto il suo nome Dora, nel mio cuore. E’ lì, nella ricerca che incontra il bisogno di ampliare le possibilità delle persone di avvicinarsi ad una psicologia genuina, nel suo significato simbolico di incontrare l’anima dell’altro e di prendersene cura per mostrargli come prendersi cura di sé.

La meditazione, i monaci buddisti e l’intuizione naturale unita agli studi di psicologia, filosofia e la fisica quantistica la portano ad elaborare nuove pratiche meditative che ha definito “L’Occhio di Psichè” pratiche di rilassamento auto- ipnotico dello stato meditativo theta.
La farmacia, il luogo salute di prossimità, più vicino, quindi alle persone.
Da anni si dedica alla professione privata con passione e successo.
Mai stanca di imparare, di ricercare il meglio ed il nuovo, la sua professionalità si caratterizza in virtù di una visione aperta e prospettica.
Fiorella, dice: del doman non v’è certezza, ma è vero, che ogni persona che incontriamo può essere il Virgilio di Dante che lo accompagnò nell’Inferno, laddove nessun una volta entrato aveva mai fatto ritorno, quindi un ponte di realtà che può essere la salvezza. Le persone sono ponti di realtà. Alcune resteranno con noi per un certo tempo, altre molto a lungo e forse una sola ci prenderà la mano e la terrà stretta per accompagnarsi fino all’ultimo respiro, reciprocamente insieme.

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